Trattamento della scoliosi

Medico specialista nella cura della patologie scoliotiche

interventi scoliosi

La scoliosi è una patologia complessa che affligge la colonna vertebrale, implica un’innaturale curvatura laterale e una rotazione delle vertebre causando lordosi, cifosi e uno sbilanciamento permanente di spalle e bacino.

Nei casi meno gravi, nei quali non si presentano danni ai dischi vertebrali, si parla invece di "atteggiamento scoliotico"o "paramorfismo". A seconda dell’area della colonna afflitta da tale patologia, essa si distingue in scoliosi dorsale, dorso-lombare, lombare e cervico-dorsale.


PROF. ANTONIO SOLINI

Il Professor Solini Antonio, specialista di fama riconosciuta anche a livello internazionale, è medico chirurgo e ortopedico impegnato da anni nella diagnosi e nella risoluzione delle patologie più o meno diffuse a carico della spina dorsale come appunto le patologie scoliotiche, artrosi, colpi di frusta ed ernia del disco.

Questa patologia si manifesta soprattutto in bambini e bambine in età scolare ed è, nell’80% dei casi, di natura idiopatica. Il Professor Solini, operante presso la clinica Fornaca di Torino e Primario della Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Le Molinette, è in grado di eseguire visite specialistiche volte all’individuazione delle terapie maggiormente indicate per la cura di questa problematica.


PATOLOGIE E CURE

Nella grande maggioranza dei casi il professore consiglia l’applicazione di busti correttivi su misura per periodi limitati di tempo, unitamente all’esecuzione esercizi di ginnastica correttiva e posturale. In presenza di quadri clinici più gravi, invece, il Professor Solini è in grado di intervenire con interventi di chirurgia ortopedica volti a ridurre le deformità, contribuendo attivamente al miglioramento della qualità della vita del paziente.

Il professor Solini e le patologie della colonna vertebrale

Mi sono occupato di scoliosi dal 1967 quando, all'Istituto S. Corona in Pietraligure, ho avuto la fortuna di avere come maestro in questo campo il Prof. Alberto Ponte, allora senza dubbio il maggiore esperto di patologia delle deformità vertebrali, forte anche della sua lunga esperienza negli Stati Uniti. In quegli anni che ho passato al S. Corona, egli mi ha insegnato con pazienza ed affetto tutti i segreti della patologia in questione dal punto di vista preventivo che conservativo che chirurgico.

Mi ricordo perfettamente che quando il Prof. Ponte faceva l'ambulatorio per le visite fino a tarda sera, io ero in un angolo con un quaderno per gli appunti facendo tesoro di ogni parola, di ogni prescrizione, di ogni indicazione, accumulando un tesoro di insegnamenti.
In sala operatoria poi con una esigenza e una pignoleria tutta personale, con lunghe faticose ore di lavoro, mi ha insegnato tutti i trucchi e le metodiche per ottenere una buona e sicura correzione delle deformità.

Nel tempo ho beneficiato di tutto ciò e, pur con le evoluzioni delle tecniche operatorie, ho sempre eseguito interventi precisi, meticolosi, raffinati sul piano tecnico per ottenere il miglior risultato possibile.
Naturalmente nei tempi successivi ho frequentato i migliori centri Europei e Statunitensi per apprendere il sapere su questa patologiadi altre scuole, soprattutto nel trattamento di prevenzione, ginnico-correttivo e conservativo con ginnastica o tutori ortopedici (busti).

E qui vorrei spendere una parola sul trattamento conservativo delle scoliosi, cioè del trattamento non chirurgico.
È oggi noto che una patologia scoliotica, trattata da un esperto può non arrivare alla soluzione chirurgica purchè correttamente curata e monitorata nel tempo. Si può dire che solo il 2-3% di queste patologie arrivano al tavolo operatorio, mentre le altre possono essere seguite e trattate con metodi incruenti con buon risultato.

Oggi posso dire che opero molte meno patologie di questo tipo rispetto a 20 - 30 anni fa, proprio perché se le curo e le seguo nel tempo posso ottenere risultati soddisfacenti senza sottoporre il giovane paziente a un intervento indubbiamente importante e impegnativo. Anche se va detto che, oggi a differenza che nel passato, i miei pazienti operati non subiscono gesso o tutori importanti, ma si possono alzare dopo 2-3 gg. dall'intervento e svolgere attività sociale (scuola, famiglia) con un piccolo busto per pochi mesi.

L'evoluzione tecnica in questa patologia è stata negli ultimi anni veramente fantastica. Ho evoluto la mia tecnica chirurgica seguendo i miglioramenti della ricerca degli strumentari operatori con vero entusiasmo, e i risultati mi danno conforto.

Ma vorrei ancora ribadire il concetto che un buon trattamento conservativo, purchè precoce, mi ha dato ugualmente ottime soddisfazioni.
Per chi conosce a fondo il problema della patologia nella sua evoluzione nell'accrescimento dell'adolescente, non è un problema arrestarla senza arrivare ai limiti chirurgici.

Ho in cura moltissimi pazienti che, se seguiranno fedelmente i miei presidi terapeutici nel tempo, non arriveranno mai alla soluzione chirurgica.
E qui entra in gioco l'esperienza del chirurgo ortopedico che deve, con grande responsabilità, saper consigliare quando esiste il limite del trattamento non chirurgico con quello chirurgico.

Credo di poter affermare di non aver mai operato una patologia di questo tipo senza prima aver tentato tutto il possibile per non operarla.
Un discorso a parte merita quello delle patologie dell'adulto, cioè di pazienti che non avevano mai avuto una patologia scoliotica in gioventù ma che verso i 50-60 anni manifestano una deviazione scoliotica.

Tale patologia è dovuta a fenomeni degenerativi e osteoporotici tipici dell'età adulta-senile. Discopatie degenerative, schiacciamenti vertebrali, coxartrosi, deficit muscolari possono partecipare a queste deviazioni senili. Tale deformità sono di difficile trattamento e io ho l'abitudine di non creare direttive generali ma valutare da paziente a paziente il grado di evolutività, la gravità delle deformità, il rapporto con l'età del paziente e le sue condizioni generali. Ciò in relazione al fatto che un intervento correttivo a un età non più giovanile è sicuramente impegnativo e non gravido di complicanze. Tale patologia è in costante aumento negli ultimi anni. In ogni caso è mia abitudine valutare le indicazioni solo caso per caso.