Specialista delle protesi per ginocchio ed anca

Intervento per la protesi di anche e ginocchia

La protesi al ginocchio è un intervento che può essere effettuato a seguito dell'insorgere dell'artrosi, che aiuta a migliorare e recuperare la funzionalità dell'arto assicurando la totale scomparsa del dolore. Il Professor Solini è operativo presso l'ospedale Le Molinette e la Clinica Fornaca, entrambe situate a Torino.


QUANDO SI RENDE NECESSARIO L’IMPIANTO DELLA PROTESI?

Il Professor Solini Antonio, specializzato in chirurgia ortopedica, effettua tale operazione che può essere eseguita anche su pazienti che hanno più di 75 anni, i quali riescono a recuperare velocemente la capacità di deambulazione. Inoltre, dopo 15–20 giorni dall'intervento, il paziente potrà anche riprendere a guidare. L'intervento di protesi al ginocchio risulta necessario nei casi in cui l'artrosi si presenta a un livello molto avanzato, il che comporta il deterioramento della cartilagine fino alla sua totale scomparsa, generando rigidità, gonfiore e difficoltà a muovere l'arto. Tale operazione risulta indispensabile anche con l'insorgere di malattie reumatiche.


L’INTERVENTO

Nell'esecuzione degli interventi, il Professor Solini sostituisce la parte danneggiata del ginocchio con una protesi che risulta composta metallo e plastica. A seconda delle condizioni di deterioramento dell'arto, il medico procederà alla sostituzione totale o parziale del ginocchio. Tutte le protesi si compongono di tre parti: la componente femorale e quella tibiale, entrambe in metallo e quella intermedia, di plastica, che può essere fissa o mobile.


INNOVAZIONE TECNICA

Nuovi materiali, nuovi design, nuovi accoppiamenti, nuove strategie chirurgiche ci hanno permesso di migliorare sensibilmente i risultati rispetto al passato, anche recente. Basti pensare che non molti anni fa una protesi dell’anca aveva un ciclo di vita di soli dieci o poco più anni mentre oggi la durata si è molto molto allungata.

L’intervento è diventato pressoché routinario anche in relazione alla durata dello stesso che si è molto ridotta, e alla perdita ematica che è veramente esigua. Ciò ci permette di operare pazienti anche in età avanzata, con poche complicanze.

Queste ultime risultano in verità leggermente maggiori nella protesi del ginocchio, specie in pazienti di sesso femminile che talora presentano problemi venosi, spesso importanti, agli arti inferiori. In questo ambito di intervento è determinante la precisione tecnica da parte del chirurgo, tant'è che si era arrivati, in un recente passato, a farsi aiutare da un robot in sala operatoria: fummo i primi, infatti, in Piemonte a usare il robot all’ospedale Le Molinette di Torino.

I risultati nelle protesi dell’anca e del ginocchio sono studiate in relazione alla particolare situazione clinica del paziente (obeso, diabetico, ecc..): coloro che risultano normo-peso sono sicuramente favoriti. Poco conta, invece, l’età del paziente poiché, salvo casi particolari, la patologia viene riscontrata in età avanzata.

A questo proposito è buona regola consigliare, dopo l’intervento, un congruo periodo di riabilitazione in centri specializzati ove per venti/trenta giorni vengono insegnati al paziente il recupero muscolare, l’articolarità del movimento e la rieducazione alla marcia. I pazienti sono in genere molto soddisfatti di questa chirurgia poiché, anche nella terza età, permette loro di rimanere del tutto autonomi e autosufficienti.