Cura del colpo di frusta

Trattamento del colpo di frusta cervicale

È comunemente nota come "colpo di frusta" quella lesione a carico del rachide cervicale che insorge in seguito a traumi di diversa natura. Essa è dovuta, nella maggior parte dei casi, a incidenti automobilistici durante i quali la parte superiore della colonna vertebrale è sottoposta a movimenti innaturali che superano i limiti fisiologici di escursione articolare.


DIAGNOSI DEL COLPO DI FRUSTA

Presso la Clinica Fornaca di Torino il Professor Antonio Solini, specializzato in chirurgia e ortopedia della colonna vertebrale e Primario della relativa divisione dell’ospedale Le Molinette, esegue visite mirate alla valutazione dell’entità reali dei danni derivanti dal colpo di frusta e all’individuazione dei trattamenti indicati per la cura.


LA CURA DEL COLPO DI FRUSTA

Se nella maggioranza dei casi l’applicazione di un tutore, comunemente conosciuto con il nome di "collarino" permette la totale scomparsa dei fastidi derivanti da tale lesione, esistono situazioni nelle quali la risoluzione della problematica richiede un’attenzione maggiore. Quando, infatti, si presentano sintomi preoccupanti – vertigini, emicrania e nausea – per un periodo piuttosto prolungato, il Professor Solini, per prevenire l’insorgere di patologie più complesse, sottoporrà i propri pazienti a esami approfonditi e procederà nella somministrazione di farmaci antinfiammatori in abbinamento a esercizi di ginnastica riabilitativa e sedute di fisioterapia.


COS'È IL COLPO DI FRUSTA

Il colpo di frusta cervicale è un trauma che subisce il collo in conseguenza di una brusca accelerazione o decelerazione che si scaricano sul rachide cervicale con conseguenze assai variabili. La conoscenza anche semplicistica dell'anatomia di questo tratto della colonna vertebrale è essenziale per capire quali siano le strutture interessate da tale evento traumatico.

L'entità della forza di impatto e la posizione del capo nel momento dell'impatto sono fondamentali nei confronti delle evenienze possibili e del danno che si viene a creare. L”evento statisticamente più frequente quale meccanismo di un colpo di frusta cervicale sono un tamponamento subito o l'impatto contro un ostacolo fisso in automobile. Ma possono essere più raramente altri meccanismi, purché si verifichi una rapida oscillazione del capo sul tronco che è relativamente fisso o che è mantenuto fisso.

Il colpo di frusta cervicale è molto frequente (basti pensare che nel solo nostro Pronto Soccorso ne arrivano da 5 a 10 ogni giorni) e fortunatamente in buona percentuale di casi sono cosiddetti “ benigni “, cioè non provocano fratture o gravi distrazioni ligamentose. Ma anche in questi casi i disturbi che provocano al paziente possono essere molto fastidiosi e prolungati nel tempo (nausea, vertigini, senso di sbandamento, acufeni, scotomi, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione) oltre a intensa cervicalgia.

Deve già in via preliminare essere precisato che una corretta condotta terapeutica può influenzare decisamente l'evoluzione futura della patologia.
Nel senso che è spesso importate sapere soprattutto ciò che non si deve fare e che può pregiudicare il risultato nel tempo (ad esempio le manipolazioni o la chiroterapia cervicali possono essere veramente dannose).

La sintomatologia può spesso inficiare la vita lavorativa, sociale e familiare del paziente, tanto da implicare importanti valenze medico-legali.
Proprio in questi casi un preciso inquadramento specialistico e un opportuno trattamento possono ridurre i tempi di instabilità e di invalidità temporanea del paziente. Per non parlare dei postumi permanenti risarcibili in ambito legale e assicurativo.

Troppo spesso purtroppo dobbiamo osservare che la lunga durata della sintomatologia è frutto di un non precoce e non corretto trattamento.
Vogliamo semplicemente ribadire che, data la frequenza dei colpi di frusta cervicale, essi vengano ormai spesso sottovalutati e trascurati, anche se non va misconosciuto che tali pazienti sono talora dei rivendicativi o degli amplificatori (sindrome da indennizzo).

È proprio tale aspetto che va attualmente discriminato dallo specialista del Rachide Cervicale, con un opportuno percorso diagnostico (anamnesi come modalità traumatiche e durata dei sintomi, TAC e RMN cervicale, elettromiografia, ecc.) e una conseguente procedura terapeutica. Qualora tali esami dimostrino esistenza di ernie discali o instabilità intersegmentarie tra due vertebre, l'indicazione diventa allora chirurgica. Ma tale intervento non deve spaventare poiché i miei pazienti operati hanno una degenza di tre giorni e un recupero funzionale e lavorativo molto precoce.
Fortunatamente tali casi non superano il 10-12 % e gli altri possono con vantaggio essere curati senza chirurgia con buoni risultati complessivi, anche se talora il tempo di guarigione è di parecchi mesi.

È inoltre da ricordare che un colpo di frusta cervicale può essere molto più gravido di conseguenze in un rachide cervicale già precedentemente affetto da patologia artrosica e sappiamo che oltre i sessantanni di età non esiste praticamente un soggetto esente da artrosi cervicale.