Traumatologia e ortopedia

L'artrosi cervicale: ampie possibilità chirurgiche

A volte, quando si è affetti da artrosi cervicale, le sole cure farmacologiche o fisioterapiche non bastano, perchè la patologia può raggiungere livelli tali da influire negativamente sull'intero organismo e impedire al soggetto di condurre una vita normale.
In questi casi, l'unico intervento possibile, è quello chirurgico, che garantisce ai pazienti miglioramenti in tempi brevi e definitivi.

Per assicurare ad ogni singolo paziente il giusto trattamento, è di fondamentale importanza valutare a che stadio è la patologia e verificare la presenza o meno di eventuali compromissioni neurologiche. Soprattutto in quest'ultimo caso infatti, è indispensabile l'intervento chirurgico per evitare un aggravamento della patologia.

Il colpo di frusta cervicale

Tra tutti gli eventi traumatici che possono verificarsi in seguito a un incidente d'auto, il colpo di frusta cervicale è senz'altro uno dei più comuni. Pur essendo frequente, è bene non sottovalutarne i rischi: nausea, vertigini e numerosi altri sintomi sono disturbi che possono accompagnarci per molto tempo. Per questo è sempre opportuno rivolgersi a uno specialista del Rachide Cervicale, in modo da avere una corretta diagnosi e iniziare quanto prima una giusta procedura terapeutica.

Il collo infatti ha una complessa struttura anatomica: traumi e lesioni più o meno gravi possono riguardare il disco, i legamenti, le radici nervose, le arterie vertebrali e il midollo, rendendo necessario in quest'ultimo caso un tempestivo trattamento chirurgico.

Rivolgersi a uno specialista è importante anche per la valutazione medico-legale di un trauma cervicale, in caso di richieste di risarcimento in ambito civilistico, assicurativo e penale.

L'artrosi cervicale tra evoluzione, terapia e prevenzione

In un congresso nazionale sull'artrosi cervicale, il Prof. Antonio Solini, ha illustrato progressi e teorie in merito a tale patologia, che affligge un'ampia categoria di soggetti.

Secondo gli studi condotti da Solini, l'artrosi cervicale oggi può essere anche trattata chirurgicamente, se vengono effettuati esami preventivi che consentano di individuare precocemente l'insorgere di tale patologia. I tempi di degenza inoltre, sulla base di esperienze precedenti, dimostrano che sono generalmente piuttosto contenuti. I pazienti infatti, vengono solitamente dimessi 4 – 5 giorni dopo l'intervento.

Artrosi cervicale: una malattia molto diffusa
che dopo i 70 anni colpisce uomini e donne

Secondo il Prof. Antonio Solini, specializzato in chirurgia del rachide cervicale, è possibile intervenire chirurgicamente per risolvere i problemi legati all'artrosi soprattutto quando quest'ultima comincia ad esercitare una compressione sugli organi più nobili della colonna cervicale, che può avere conseguenze piuttosto invalidanti nel tempo.

Per ciò, qualora si verifichino gravi danni a carico del midollo, delle arterie e delle radici nervose, è necessario intervenire chirurgicamente, con l'asportazione degli osteofiti, che in seguito all'insorgenza dell'artrosi, si sono formati sulle vertebre cervicali. Con tale asportazione, vengono quindi eliminate le cause della compressione, con conseguente scomparsa dei disturbi.

Per la cura dell'artrosi l'approccio terapeutico va scelto di concerto con il medico

Nei casi in cui l'artrosi cervicale non generi compromissione delle strutture nervose, il primo intervento consiste in una terapia farmacologica, a base di antinfiammatori e miorilassanti che agiscono sulla contrattura muscolare generata dall'insorgere dell'artrosi.

A tali cure, vanno poi affiancate terapie strumentali fisiche come la laserterapia, gli ultrasuoni e la tecarterapia alla tens.
Possono avere un effetto benefico anche i massaggi decontratturanti e per prevenire il peggioramento dell'artrosi, è fondamentale ricorrere alla fisioterapia, che aiuta a mantenere elastici i muscoli del collo.

Asportazione dell'ernia del disco senza il bisturi

Presso l'ospedale torinese Le Molinette in cui opera il Prof. Antonio Solini, viene adottata una particolare tecnica per la cura dell'ernia al disco, che è già stata ampiamente sperimentata negli Stati Uniti con successo.

Con questo procedimento, si procede all'asportazione chirurgica dell'ernia mediante una bacchetta, che in pochi minuti e con la sola anestesia locale, consente di eliminare i dolorosi effetti dell'ernia sulla colonna vertebrale. Il nome di questa speciale bacchetta è nucleotomo, che incide e aspira il disco uscito attraverso un piccolissimo foro sulla pelle.

Sesinka, da Tirana alle Molinette per vivere

Sesina Duraku è stata una piccola paziente del Dott. Antonio Solini, che insieme alla sua equipe ha effettuato un delicatissimo intervento alla colonna vertebrale, con l'utilizzo di barrette metalliche appositamente modificate rispetto a quelle generalmente adoperate e che hanno evitato lo schiacciamento della colonna vertebrale che in poco tempo avrebbe potuto schiacciare il tessuto cerebrale della bimba, che l'avrebbe portata inevitabilmente alla morte.

Bimba di 9 anni colpita da una rara malattia
è stata operata con successo alle Molinette

Quando è arrivata all'ospedale Le Molinette, Sesinka Duraku era affetta da una grave patologia, una rarissima forma di progressiva risalita delle vertebre cervicali nel cranio, con una conseguente compressione del cervello, che avrebbe portato nel tempo alla morte della bimba.

Grazie al delicatissimo intervento eseguito dal Dott. Antonio Solina e dalla sua equipe, il pericolo è stato scongiurato, mediante l'utilizzo di speciali bacchette metalliche ancorate all'osso per fissare la colonna cervicale al cranio.

Operata la bimba colpita da
una malformazione delle vertebre cervicali

Grazie ad un'iniziativa di solidarietà che ha visto il coinvolgimento di forze dell'ordine e alla Croce Rossa di Bra, Sesinka Duraku, una bimba albanese di 9 anni affetta da una grave malformazione multipla e congenita alle vertebre cervicali, patologia non operabile in Albania, è giunta in Italia. Ricoverata presso l'ospedale Le Molinette di Torino, la bambina è stata operata dal Primario Antonio Solini e dalla sua equipe, che hanno applicato delle speciali barrette metalliche modificate appositamente per lei, per evitare che la colonna vertebrale cervicale schiacciasse il tessuto cerebrale della bambina.

Operata dal Prof. Solini, Sesinka è il primo caso pediatrico
di malformazione alla colonna cervicale

Affetta dalla sindrome di di Klippel-Feil, Sesinka, una bimba albanese di 9 anni, è stata operata dal Prof. Antonio Solini e dalla sua equipe con un delicato intervento chirurgico. Colpita da una rara malformazione congenita multipla della colonna vertebrale, la piccola rischiava di non vivere molto a lungo, in quanto questa patologia, che generalmente si manifesta in soggetti adulti, può portare la colonna cervicale ad incastrarsi nel cranio, generando la compressione del tessuto cerebrale. Per eseguire l'intervento, sono stati creati strumenti su misura, comprese le bacchette metalliche necessarie per fissare la colonna cervicale al cranio.

Il trattamento delle scoliosi

In merito alla patologia della scoliosi, il professor Antonio Solini, Primario in ortopedia dell’ospedale Le Molinette di Torino, ha fornito interessanti dati e ha indicato le soluzioni più efficaci per la cura di questa anomalia che colpisce la colonna vertebrale a partire dall’età scolare. “In Italia” rende noto il professore “si può affermare che l’incidenza della scoliosi è dell’80% per i bambini in fase di sviluppo, mentre solo il 4‰ di loro presenterà una condizione patologica in sensibile peggioramento durante la crescita”.

Il professor Solini pone l’accento sull’importanza della prevenzione, indicando come fondamentali, per preservare i bambini dallo sviluppo della patologia a livelli preoccupanti e invalidanti, un attento screening scolastico e una corretta informazione a proposito della scoliosi. Nel caso in cui risulti necessario procedere nella correzione tramite terapie mediche, infine, Solini indica come vincente l’impiego di busti e corsetti ortopedici volti ad arrestare precocemente il progresso della scoliosi. Tali rimedi sono utilizzati in ben il 98% dei casi, mentre per il restante 2% si ricorre alla chirurgia, la quale ha compiuto negli ultimi anni passi da gigante, riducendo costantemente i rischi e il periodo di degenza successivi agli interventi.

Il professor Solini interviene
in occasione del convegno sull’ernia del disco

In occasione del Convegno sull’ernia del disco tenutosi in Italia e che ha visto protagoniste ben 6 città dislocate su tutto il territorio nazionale, il professor Antonio Solini, Primario in ortopedia all’ospedale Le Molinette, è intervenuto nella sede di Torino ponendo l’accento sull’importanza dell’evento per fornire risposte concrete e fare il punto sulla patologia in questione che affligge un numero davvero rilevante di pazienti.

Secondo il Primario, infatti, il continuo studio e l’aggiornamento dei trattamenti e delle terapie riservate alla cura dell’ernia del disco rivestono una primaria importanza nel mondo dell’ortopedia. Al centro dell’attenzione devono essere posti il paziente e i suoi bisogni, per poter garantire risultati davvero soddisfacenti. Dal punto di vista del trattamento chirurgico di tale patologia, il mondo medico ha infatti compiuto importanti passi in avanti, arrivando a sviluppare metodologie di intervento davvero innovative, in grado di migliorare nettamente la qualità della vita dei pazienti.

Alle Molinette di Torino inaugurato
il convegno sull’ernia del disco

Il professor Antonio Solini è intervenuto, in qualità di Primario in ortopedia dell’ospedale Le Molinette e di esperto in patologie della colonna vertebrale, al convegno italiano dedicato all’ernia del disco. Come dimostrano numerosi studi, tale patologia risulta molto diffusa tra i pazienti in età compresa tra 25 e i 45 anni, soprattutto tra coloro che svolgono lavori pesanti e usuranti.

Il Primario ha posto l’accento sulla piena possibilità di cura della patologia, arginabile nella maggioranza dei casi, se diagnosticata per tempo, tramite percorsi di fisioterapia e di ginnastica correttiva. Qualora, invece, risulti necessario intervenire chirurgicamente, le nuove metodologie garantiscono a tutti i pazienti tempi rapidi di recupero totale della funzionalità motoria. “È però fondamentale” conclude Solini “che chiunque sia affetto da ernia del disco si affidi alle cure di uno specialista in grado di garantire risposte davvero efficaci”.

Lo staff di ricerca del professor Solini
vince il premio Mario Boni

Il professor Antonio Solini, Primario in ortopedia dell’ospedale Le Molinette di Torino, compie un’interessante panoramica a proposito delle patologie più diffuse della colonna vertebrale e indica la casistica e i trattamenti maggiormente indicati per ognuna di esse. Una delle lesioni maggiormente riscontrate, soprattutto a seguito di incidenti stradali, è la distorsione del tratto cervicale, meglio conosciuta come “colpo di frusta”. La lesione è facilmente risolvibile in pochi giorni grazie all’applicazione di tutori per la colonna.

È comunque rilevante la percentuale dei casi, che sfiora il 40%, nei quali invece i tempi di risoluzione risultano più lunghi, presentando i classici disturbi post-traumatici. Un’altra patologia che affligge la colonna vertebrale è la neoplasia che si sviluppa, nella maggior parte dei casi, non come tumore primitivo, bensì come metastasi di un cancro originato in altre zone del corpo: in questa eventualità risulta particolarmente efficace l’intervento chirurgico, che permette l’asportazione totale del tumore.

L’artrosi cervicale risulta essere la patologia più diffusa, arrivando a colpire ogni anno 6 milioni di italiani e presenta elevatissime possibilità di cura tramite rimedi fisioterapici e rieducativi. In occasione del XV congresso europeo sulla Cervical Spine Reasearch Society European Selection, la Divisione di Ortopedia e Traumatologia diretta dal dottor Solini ha ricevuto il primo premio grazie alle grandi potenzialità dello staff medico del reparto e alla qualità dei trattamenti proposti, anche a livello chirurgico, per la cura di tutte le patologie sopracitate, che permettono tempi di degenza e di recupero davvero notevoli, nonché un sensibile miglioramento della qualità della vita dei pazienti curati.

Due operazioni da record per l’equipe del dottor Solini

Lo staff del reparto di ortopedia delle Molinette di Torino e il suo Primario, Antonio Solini, si sono resi protagonisti di due incredibili interventi chirurgici volti all’asportazione di tumori che avevano afflitto due pazienti, un uomo e una donna, a livello della colonna vertebrale. La particolarità della prima operazione risiede nelle dimensioni del cancro asportato, che raggiungeva l’incredibile peso di un chilo e settecento grammi: il più grande fino ad ora documentato nella letteratura medica. L’intervento, durato 17 ore, è riuscito perfettamente e il paziente ha affrontato tempi relativamente brevi di recupero.

Il secondo incredibile caso riguarda una donna affetta da neoplasia del rachide cervicale: la paziente ha subito un intervento di asportazione del tumore che si è distinto per la tecnica utilizzata, che prevede il taglio della mandibola per un ingresso frontale, completamente in antitesi rispetto alla modalità tradizionale che prevede la rimozione a partire dal retro della nuca. La donna, una volta dimessa, ha raccontato di essere rimasta sbalordita dalla rapidità di recupero a seguito dell’intervento, che si è svolto in due fasi distinte, e dalla totale assenza di dolore o complicazioni post-operatorie.

Il professor Solini opera una bimba albanese salvandole la vita

Si chiama Sesinka Duraku e la bambina albanese di soli 9 anni alla quale il professor Antonio Solini ha salvato la vita grazie ad un incredibile intervento chirurgico eseguito nel reparto di ortopedia delle Molinette di Torino, del quale il dottore è Primario. La piccola Sesinka, infatti, rischiava una fine atroce per soffocamento a causa delle malformazioni multiple al rachide cervicale dalle quali era affetta e che causavano una vaginazione basilare del dente dell’epistrofeo con compressione del bulbo midollare, procurando una compromissione delle strutture nevralgiche che regolano il battito cardiaco. L’intervento, durato oltre 6 ore, ha previsto l’inserimento di bacchette metalliche di ridotte dimensioni alle prime vertebre cervicali tramite l’utilizzo di uno speciale macchinario, denominato Medtronic, appositamente progettato per la risoluzione di tali operazioni.

La bambina, che era già stata sottoposta a diversi interventi nel proprio paese di origine, è giunta di fronte al professor Solini grazie alla catena di solidarietà iniziata dal maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Maurizio Celeste, che colpito dal caso della piccola l’ha segnalato ai propri superiori, dando il via ad un’importante maratona di solidarietà terminata con la raccolta dei fondi necessari per finanziare il viaggio della speranza fino al capoluogo sabaudo. Ora Sersinka sta bene e potrà finalmente riprendere a giocare con i propri coetanei.

Il dottor Solini primo in Europa ad applicare
l’innovativa tecnica di rimozione dell’ernia del disco

Il professor Antonio Solini, Primario del reparto di ortopedia delle Molinette di Torino, si è reso protagonista assieme al proprio staff della prima esecuzione sul suolo europeo di un intervento di rimozione dell’ernia del disco tramite un’innovativa tecnica sviluppata per la prima volta negli Stati Uniti. La metodologia di intervento porta con sé una serie di importanti benefici fondamentale per il paziente. L’operazione, infatti, prevede la somministrazione di anestesia a livello locale e non generale, un abbattimento dei costi pari all’80% rispetto alla tecnica tradizionale, l’assenza di cicatrici e tempi di degenza da Day Hospital.

La rimozione dell’ernia è resa possibile grazie all’impiego di una particolare siringa il cui ago viene inserito proprio all’interno del nucleo polposo, il quale viene in prima istanza tagliuzzato in piccolissime parti le quali sono successivamente aspirate. In seguito all’intervento viene semplicemente applicato un cerotto per coprire il foro di ingresso dell’ago, non più grande della capocchia di uno spillo, e il paziente può tornare a camminare e muoversi liberamente nel giro di qualche ora. Sono già 18 gli interventi eseguiti dal professor Solini e si stima siano in costante crescita grazie al successo riscontrato in ognuno dei casi trattati e alla soddisfazione manifestata dai pazienti.

Il dottor Solini presiede la sede piemontese
del convegno nazionale sull’ernia del disco

Sabato 23 novembre 2001 si è tenuto, in contemporanea in sei città italiane, il convegno nazionale sull’ernia del disco, patologia della colonna vertebrale molto diffusa, che colpisce ogni anno milioni di italiani. Il professor Solini, Primario di ortopedia delle Molinette di Torino e il dottor Paolo Rossi, Primario dell’Umberto I, hanno presieduto l’evento nella sede sabauda. L’obiettivo del convegno è quello di promuovere l’informazione e l’attenzione sia tra gli specialisti che tra i pazienti per questa diffusa patologia che colpisce primariamente soggetti tra i 25 e 45 anni di età.

In particolare il confronto tra i medici di tutto il Paese vuole mettere in luce i rilevanti risultati ottenuti in campo chirurgico nella rimozione delle ernie, grazie all’introduzione di tecniche innovative che permettono una drastica riduzione dei tempi di degenza e di recupero. Particolare rilevanza, infine, è stata data all’importanza di porre al centro dell’attenzione il paziente e non la patologia stessa, per un approccio medico dal volto umano.

La chirurgia arma contro l’artrosi cervicale

Durante il 17° Meeting della Cervical Spine Research Society il professor Antonio Solini, primario del reparto di ortopedia dell’ospedale Le Molinette di Torino, è intervenuto per porre l’accento sull’efficacia degli interventi chirurgici per la cura dell’artrosi cervicale e delle distorsioni cervicali. Lo specialista ha evidenziato come sia rilevante operare, grazie alle innovative tecniche sviluppate all’interno della comunità medica, soprattutto in quei casi in cui trascurare la patologia potrebbe portare a un aggravamento radicale delle condizioni del paziente, fino a giungere a situazioni in cui sopraggiungono stati irreversibili di paralisi.

Nell’ambito della cura delle patologie della colonna vertebrale, lo staff di ricerca torinese guidato dal professor Solini è stato premiato, in occasione della quindicesima edizione del Meeting, per la validità della tecnica presentata per la cura delle neoplasie del rachide cervicale alto, applaudita in ambito internazionale.

Torino capitale dell'ortopedia sotto la presidenza di Solini

Nel 2007 il dott. Solini ha presieduto un importante meeting internazionale di ortopedia. Lo scienziato ha coordinato i lavori della 17esima edizione del congresso internazionale organizzato a Torino dalla società “Cervical Spine Research”. Nelle sessioni, diversi relatori hanno trattato dei diversi problemi che possono affliggere l'area cervicale: dalle patologie, alle fratture ai tumori.

l dott. Solini ha ottenuto il prestigioso incarico di presiedere il convegno in funzione della grande esperienza maturata nella cura dell'artrosi cervicale, malattia ad alta incidenza che colpisce oltre 6 milioni di italiani. Presso l'ospedale Molinette, il Primario di ortopedia guida da oltre 20 anni il Centro per lo Studio e la Chirurgia Cervicale, dove ha eseguito migliaia di interventi chirurgici per curare disturbi come il restringimento del canale cervicale o distorsioni seguenti a eventi traumatici.

Il grande impegno dell'equipe del dottor Solini
nel trattamento dei colpi di frusta

L'equipe guidata dal professor Solini ha operato presso il Centro per lo Studio e la Chirurgia Cervicale migliaia di pazienti ogni anno per traumi che coinvolgono la zona del collo. Questa parte del corpo è notoriamente molto esposta a eventi traumatici, soprattutto in seguito a incidenti stradali: i dati statistici ci dicono che ogni anno più di 3000 pazienti si rivolgono al pronto soccorso delle Molinette per la cura di distorsioni cervicali, meglio note come colpo di frusta. Esistono diversi livelli di gravità per questo tipo di lesioni e per i casi più seri la fisioterapia non basta ma devono necessariamente essere trattati per via chirurgica.

La robotica una preziosa arma in più
per l'impianto di protesi ortopediche

Il professor Solini è un pioniere nell'uso di tecniche all'avanguardia nel settore dell'ortopedia. Sotto la sua supervisione è stato ad esempio avviato nel 2002 l'uso del robot Caspar per l'impianto di protesi all'anca e al ginocchio. Questo macchinario permette di intervenire in caso di artrite in maniera più precisa di quanto si facesse con le normali metodologie chirurgiche. Attraverso Caspar è possibile uno studio più attento e meno invasivo del caso in esame, in modo da procedere poi all'operazione vera e propria in maniera più mirata. Grazie a questa tecnica il paziente potrà alzarsi dal letto appena un giorno dopo l'intervento.

Il dottor Solini aiuta la piccola Sesinka
a guarire da una pericolosa malattia

Sesinka è una bambina albanese che è stata guarita dal Primario di ortopedia delle Molinette da una patologia molto rara, conosciuta come morbo di Klippelfeil, che ne metteva a rischio la vita. La piccola, la cui vicenda è giunta all'attenzione di un maresciallo dei carabinieri di stanza nel paese balcanico, era affetta da questa inusuale disfunzione per cui alcune vertebre risalivano verso il cranio, comprimendo il cervello. Un minimo trauma rischiava di causare la morte della bambina. Le strutture sanitarie albanesi non erano attrezzate per un’operazione chirurgica così specialistica, di conseguenza i militari italiani hanno deciso di intervenire per trasferire la piccola malata in Italia per le cure del caso.

Il dottor Solini, in qualità di specialista di ortopedia cervicale, ha accettato di buon grado di mettere al servizio la grande esperienza della sue equipe per aiutare la bambina a superare il suo grave problema. Grazie a un intervento chirurgico molto delicato, perfettamente eseguito dallo staff del reparto di ortopedia dell'ospedale torinese, ogni rischio per la salute della piccola Sesinka è stato definitivamente debellato.

Come affrontare una patologia diffusa come l'ernia del disco

Da sempre fortemente impegnato nella promozione di incontri per la divulgazione della conoscenza in ambito medico-scientifico e per favorire la circolazione delle idee tra specialisti, il professor Solini ha tenuto a battesimo iniziative come la “Giornata nazionale dell'ernia del disco”. In occasione di questo evento pubblico, medici ortopedici di tutta Italia hanno confrontato, tramite una videoconferenza, le reciproche esperienze e convinzioni riguardanti questa specifica patologia che nelle sue varie forme colpisce circa il 25% della popolazione.

In questa sede Solini ha potuto esprimere il suo parere scientifico sull'importanza delle metodologie d'intervento chirurgiche per la cura di questo tipo di disturbi. Fatta salva l'assoluta necessità di intervenire in sala operatoria per i casi più gravi, è ferma convinzione del Primario che molte situazioni possono essere risolte senza bisogno di operare, ma semplicemente seguendo le prescrizioni dello specialista.

Il difficile intervento del Primario di ortopedia
delle Molinette per salvare il piede di Pessotto

Il dottor Solini nel corso di una lunga carriera professionale, si è occupato anche di un caso delicato come quello dell'ex calciatore della Juventus Gianluca Pessotto. L'atleta, in seguito a una forte depressione aveva tentato di togliersi la vita gettandosi dal tetto di un palazzo. Fortunatamente l'attuale dirigente sportivo bianconero è sopravvissuto al terribile schianto, ma il suo fisico aveva naturalmente subito alcune importanti conseguenze della caduta.

Solini è intervenuto per ricostruire le ossa e le articolazioni del piede destro, seriamente danneggiate. L'operazione chirurgica è perfettamente riuscita le ossa sono state riposizionate e stabilizzate con dei fili. Partendo da una situazione che appariva molto delicata, in quanto lo sportivo non era in grado di muovere il piede, Pessotto ha riacquistato perfettamente la piena funzionalità dell'arto.

Premiato il Centro per lo Studio
e la Chirurgia della Rachide Cervicale

Più di 20 anni fa nasceva nell'ospedale Le Molinette di Torino, il primo centro italiano specializzato nella cura dei disturbi della cervicale, il Centro per lo Studio e la Chirurgia della Rachide Cervicale.

Nel corso degli anni l'istituto ha svolto, sotto la guida del direttore dott. Solini, un'opera meritoria di studio e di intervento nell'ambito dell'ortopedia cervicale, tanto da meritare un importante riconoscimento nel corso del XV congresso del “Cervical Spine Reasearch Society Eurpoean Section”.

Questo prestigioso premio, assegnato da una giuria di luminari internazionali, corona anni di attività dell'equipe di specialisti diretti da Solini dedicati alla cura di disturbi di alta incidenza come l'artrosi cervicale, l'ernia del disco o il colpo di frusta.

I cittadini possono quindi rivolgersi al centro torinese per il esami, visite generiche e il trattamento chirurgico di questi disturbi, sicuri di trovare un servizio con i più elevati standard a livello internazionale.

L'impegno del professor Solini
nell'informazione sull'artrosi cervicale

La divisione specialistica delle Molinette, da sempre impegnata nella diffusione della conoscenza in ambito ortopedico, rivolgendosi sia a colleghi, sia al pubblico più generico, ha organizzato nel 2009 una giornata di sensibilizzazione sulla diffusione dell'ernia del disco. I lavori del convegno, presieduti dal Primario professor Solini, avevano l'obbiettivo di diffondere la consapevolezza su questa malattia che colpisce circa 10 milioni di italiani. Si tratta di un disturbo che si presenta intorno ai 50 anni e colpisce uomini e donne con diversi gradi di intensità.

Nei casi più gravi la compressione del midollo causata dall'artrosi può addirittura portare alla paralisi delle gambe e a un minor afflusso di sangue al cervello. Per queste situazioni, che per fortuna hanno una limitata incidenza, risulta indispensabile intervenire per via chirurgica.